Forfetari: il quadro LM del modello Redditi PF 2021, novità e guida alla compilazione

Il quadro LM del modello Redditi PF 2021 raccoglie la dichiarazione dei redditi conseguiti dalle persone fisiche, esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo, nell’anno 2020, che aderiscono al regime forfetario (ex articolo 1 commi da 54 a 59 della Legge 190/2014).

Anche se i redditi d’impresa o di lavoro autonomo dei contribuenti cosiddetti forfetari confluiscono per intero nel quadro LM, questo, a seconda delle situazioni, può interagire con altri quadri del modello Redditi PF 2021, la cui compilazione sarà richiesta, ad esempio, per assolvere gli obblighi contributivi o quelli informativi in tema di aiuti di Stato.

Le principali novità del quadro LM del 2021

Le principali novità rilevabili dal quadro LM del modello Redditi PF 2021, per l’anno fiscale 2020, riguardano fondamentalmente:

  • i contributi, 
  • le indennità, 
  • i crediti di imposta percepiti dal contribuente a seguito della situazione emergenziale che ha investito il paese durante la pandemia da Covid-19.

L’articolo 10-bis del DL 137/2020 ha stabilito che tali indennità, erogate nel contesto pandemico, in qualsiasi forma percepite dal contribuente, non concorrono alla formazione del reddito; ciò, però, non esonera il percipiente dall’onere di dover dichiarare, in modo analitico, tali somme sul modello Redditi PF 2021.

Nei limiti del quadro LM, a questo fine, per i contribuenti forfetari, è stato introdotto il rigo LM33 diviso in colonna 1 “contributi a fondo perduto” e colonna 2 “contributi e indennità articolo 10-bis DL 137/2020”.

In colonna 1 andrà indicato l’importo totale dei contributi a fondo perduto, da non ricomprendere in colonna 2, percepiti in base alle seguenti norme, analiticamente indicate sulle istruzioni del modello:

  • articolo 25 DL 34/2020;
  • articolo 1 DL 137/2020;
  • articolo 2 DL 149/2020;
  • articolo 2 DL 172/2020.

In colonna 2 andrà indicato l’importo totale dei contributi in qualsiasi forma percepiti, diversi da quelli indicati in colonna 1, indipendentemente dalle modalità di fruizione e di contabilizzazione, erogati in via eccezionale nel contesto pandemico dopo la dichiarazione dello stato di emergenza.

Gli aiuti indicati nelle colonne 1 e 2, che sono stati erogati in conseguenza dell’emergenza sanitaria, hanno come base normativa il “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”, e sono così divisi proprio per rispondere a una esigenza di differenziazione di linee d’aiuto espressa dallo stesso Temporary framework.

Questi aiuti costituiscono a tutti gli effetti aiuti di Stato; ciò comporta, di conseguenza, che il contribuente sarà obbligato a compilare anche il quadro RS del medesimo modello Redditi PF 2021.

I redditi nel regime forfetario

Il regime forfetario rappresenta una modalità semplificata di determinazione del reddito, determinata, con modalità appunto forfetarie, applicando una imposta sostitutiva, a regime del 15%, al reddito scaturente dall’applicazione dei coefficienti di redditività, prestabiliti e diversi in base alla tipologia d’attività svolta, ai ricavi del contribuente, al netto delle deduzioni concesse.

Il regime forfetario, se pur con delle limitazioni, costituisce il regime naturale di ogni attività di lavoro autonomo e d’impresa svolta in forma individuale da una persona fisica, e non ha un termine, al perdurare delle condizioni previste.

Due sono i requisiti richiesti alla persona fisica per poter applicare il regime in questione, in base all’articolo 1 comma 54 della Legge 190/2014: 

  • che, nell’anno fiscale precedente, questi non abbia conseguito ricavi o compensi per un ammontare superiore a 65.000 euro, ragguagliato ad anno, e riferito a tutte le attività nel caso in cui siano più d’una;
  • e che, lo stesso, non abbia sostenuto spese per lavoratori dipendenti, collaboratori o assimilati per un ammontare superiore a 20.000 euro.

Il contribuente dovrà dichiarare di possedere i requisiti richiesti barrando la casella in colonna 1 del rigo LM21.

L’accesso e la permanenza nel regime forfetario è condizionato, inoltre, da cause ostative che ne precludono l’utilizzo: l’elenco analitico delle fattispecie è indicato all’articolo 1 comma 57 della Legge 190/2014. Il contribuente dovrà dichiarare di non trovarsi in nessuna delle situazioni di incompatibilità previste barrando l’apposita casella in colonna 2 del rigo LM21.

Per il periodo d’imposta in cui il contribuente ha iniziato l’attività, e per i quattro successivi, è prevista la possibilità di usufruire di una aliquota agevolata del 5%, a condizione che questi non abbia esercitato altra attività nei tre anni precedenti e che l’attività intrapresa non costituisca prosecuzione di altra attività precedentemente svolta. 

Per usufruire del beneficio il contribuente dovrà attestare l’esistenza delle condizioni che gli permettono d’accedere all’aliquota agevolata barrando la casella in colonna 3 del rigo LM21.

Nel proseguo, si segnaleranno le questioni più rilevanti, da osservare, ai fini di una prudente compilazione della sezione.

Il rigo LM22 (e i seguenti fino al rigo LM27) è dedicato alla determinazione del reddito: nel caso in cui il contribuente eserciti più di una attività dovrà distintamente indicarle, e, per ognuna, esporre il codice attività ateco, il coefficiente di redditività, i ricavi e il reddito imponibile. Da segnalare la colonna 4 del rigo LM22, sulla quale saranno indicati i compensi percepiti in seguito a cessione di diritti d’autore o utilizzo di opere dell’ingegno correlate all’attività svolta dagli esercenti arti e professioni, previamente abbattuti del 25% (o del 40% se il contribuente ha meno di 35 anni d’età) a titolo di deduzione forfetaria dei costi. Tale previsione, introdotta sul quadro LM per la prima volta per l’anno fiscale 2019, ha la caratteristica di portare a imposizione sostitutiva questa tipologia di redditi (generalmente, per i contribuenti non forfetari, confluenti tra i redditi diversi), per i quali non si dovranno trascurare le conseguenze di questa classificazione reddituale, specie in termini previdenziali.

Il rigo LM34 è dedicato, nello specifico della colonna 3, all’esposizione del reddito lordo; ma il contribuente dovrà fare attenzione a indicare in colonna 1 il reddito forfetario afferente la gestione previdenziale Artigiani e Commercianti e in colonna 2 l’ammontare soggetto a Gestione separata, che dovrà essere coerente con quanto dichiarato sul quadro RR del medesimo modello Redditi PF 2021. 

Si ricorda che i contribuenti forfetari, su istanza da presentare annualmente all’Inps, possono usufruire di una riduzione delle aliquote contribuite.

Sul rigo LM35 saranno indicati in colonna 1 l’ammontare dei contributi previdenziali e assistenziali versati nell’anno fiscale 2020 e in colonna 2 l’importo dedotto dal reddito imponibile, fino alla sua totale capienza; l’eventuale eccedenza, da indicare sul rigo LM49, è deducibile dal reddito complessivo. Nel 2019, con risposta ad interpello, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli eventuali contributi previdenziali dedotti in anni precedenti e successivamente rimborsati dall’Inps sono assoggettati a imposta sostitutiva nell’anno in cui avviene la restituzione, concorrendo, con segno meno, alla determinazione dell’importo da indicare in colonna 1. Ad oggi non è ancora chiaro, però, come compilare la colonna nel caso in cui l’importo rimborsato superi d’importo quello versato nel medesimo anno, determinando un saldo negativo del valore.

La determinazione dell’imposta dovuta

L’imposta sostitutiva, così determinata, potrà essere ridotta di eventuali crediti di imposta, da indicare analiticamente sul rigo LM40, suddiviso in 14 colonne specifiche per altrettanti crediti di imposta e una colonna, la 15, per quelli non precedentemente espressamente indicati; dal risultato saranno scomputati gli acconti versati, indicati sul rigo LM45, ed eventuali eccedenze di imposta risultanti dalla precedente dichiarazione, indicate sul rigo LM43, al fine di determinare l’effettiva imposta a debito (o a credito).