Credito imposta librerie 2020: invio domande prorogato al 30 Ottobre 2020

Possibile presentare la domanda per il riconoscimento del credito di imposta librerie, riferita all’anno 2019, dalle ore 12:00 del 24 settembre 2020 e fino alle ore 12:00 del 30 ottobre 2020, esclusivamente mediante questo portale taxcredit.librari.beniculturali.it/sportello-domande/ pertanto, tutti gli interessati potranno attivarsi per tempo al fine di perfezionare l'istanza entro il nuovo termine di scadenza.

Lo ha annunciato la Direzione generale Biblioteche e istituti culturali, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che con un comunicato dell'ultimo momento ha spostato il  termine di scadenza dal 23 ottobre al 30 ottobre 2020 entro le ore 12:00.

La Direzione generale Biblioteche e istituti culturali, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha pubblicato i modelli e la guida per presentare la domanda di accesso al credito d'imposta librerieSi tratta di un'agevolazione introdotta con la Legge di Bilancio 2018 ed attuata con il decreto Mibact del 24/04/2018.

I soggetti beneficiari dovranno inviare apposita domanda esclusivamente in via telematica, entro le ore 12:00 del 30.10.2020 (nuovo termine), utilizzando il portale taxcredit.librari.beniculturali.it. Si segnala inoltre che gli utenti che hanno presentato istanza o effettuato l’accesso al portale nell’anno precedente, devono comunque effettuare una nuova registrazione a partire dalla data suindicata.

In generale, possono usufruire dell'agevolazione gli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri, in esercizi specializzati, con codice ATECO principale:

  • 47.61 Commercio al dettaglio di libri nuovi in esercizi specializzati
  • 47.79.1 Commercio al dettaglio di libri di seconda mano.

Inoltre, gli esercenti devono:

  • avere la sede legale nello Spazio Economico Europeo;
  • essere soggetti a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una stabile organizzazione in Italia, cui sia riconducibile l'attività commerciale cui sono correlati i benefici;
  • aver sviluppato, nel corso dell'esercizio finanziario precedente, ricavi derivanti dalla cessione di libri pari ad almeno al 70% dei ricavi complessivamente dichiarati.

La misura concessa annualmente a ciascun esercente è al massimo pari a:

  • 20.000 euro, per gli esercenti di librerie che non risultano comprese in gruppi editoriali dagli stessi direttamente gestite (c.d. librerie indipendenti);
  • 10.000 euro per gli altri esercenti.

Si precisa che, affinché venga riconosciuto il credito, le librerie devono presentare apposita richiesta per via telematica, alla Direzione generale Biblioteche e istituti
culturali del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ("DG Biblioteche e interessi culturali), tramite il portale taxcredit.librari.beniculturali.it

La determinazione del credito di imposta  è effettuato in base al fatturato della libreria secondo i quattro scaglioni riportati nella tabella 2 del decreto 23 aprile 2018.
Le percentuali previste per i diversi scaglioni sono ridotte del 5% nel caso di librerie legate da contratti di affiliazione commerciale di cui alla legge n. 129 del 2004 con imprese che esercitano l’attività di edizione di libri, periodici e/o altre attività editoriali o che facciano capo a gruppi distributivi.

Per le librerie che hanno nella compagine societaria e nel capitale la presenza o la partecipazione di società che esercitano l’attività di edizione di libri, periodici e/o altre attività editoriali, la percentuale è fissata al 25% indipendentemente dal fatturato.

Verrà data la precedenza alle librerie uniche sul territorio comunale e in seguito per scaglioni di fatturato ad esaurimento procedendo dal più basso.

Parametri per il calcolo del credito di imposta

Il credito d'imposta è parametrato, con riferimento al singolo punto vendita e alle seguenti voci:
1. imposta municipale unica – IMU;
2. tributo per i servizi indivisibili – TASI;
3. tassa sui rifiuti – TARI;
4. imposta sulla pubblicità;
5. tassa per l'occupazione di suolo pubblico;
6. spese per locazione, al netto IVA;
7. spese per mutuo;
8. contributi previdenziali e assistenziali per il personale dipendente.

Le voci sopra elencate sono da riferirsi agli importi dovuti nell’anno precedente la richiesta di credito di imposta.
Per ciascuna delle voci è stabilito un massimale di costo, ai fini della quantificazione del credito di imposta teorico spettante, come indicato nella Tabella 1, allegata al decreto 23 aprile 2018.

Scarica la Guida per richiedere il credito

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