Arbitrato rituale ed irrituale: La Cassazione definisce le differenze

La Cassazione civ., sez. lav., 19 agosto 2013, n. 19182 ha stabilito che con l’arbitrato rituale le parti convengono che la soluzione di eventuali controversie deve affidarsi ad un collegio arbitrale il cui lodo è suscettibile di esecutività ed idoneo a produrre gli effetti di cui all’art. 825 c.p.c. Con l’arbitrato irrituale, invece, le parti affidano all’arbitro o agli arbitri, la soluzione di controversie insorte o che possono insorgere tra loro soltanto attraverso lo strumento negoziale ovvero mediante una composizione amichevole o un negozio di accertamento riconducibile alla loro volontà impegnandosi a considerare la decisione degli arbitri come espressione della loro volontà.